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    Le nuove regole del “gioco”

    admin / luglio 26, 2016 / Design, Media, Mobile, Origami, Web

    Le nuove regole del “gioco”

    Gli ultimi 15 anni hanno segnato una rivoluzione all’interno del mondo del lavoro. Si può affermare con assoluta certezza che in questo momento storico il “lavoro” è diventato quasi un sottotesto della vita quotidiana di ognuno, così radicato nella vita di tutti da apparire un’attività scontata come il dover mangiare o dormire.

    In questo senso le vecchie regole del mondo del lavoro, createsi nel panorama lavorativo di uffici “standard” e aziende, non sono più applicabili al contesto attuale. Niente più rigidità relativa agli orari, niente più percorso pre-definito della carriera, niente più luoghi di lavoro stabili. Vediamo infatti come vecchi diktat siano oramai obsoleti. Ecco cinque esempi di “regole” work-related che hanno subito una trasformazione.

    VECCHIA regola: il lavoro si svolge in ufficio.

    NUOVA regola: il lavoro può essere svolto ovunque tu sia, ovunque nel MONDO.

    Seppur il modo tradizionale di svolgere il proprio lavoro sia ancora una modalità persistente all0interno di determinati ambienti di lavoro, si può notare come, soprattutto all’interno del mondo del lavoro creativo, il lavorare da casa o in co-working space è un trend in aumento. Non si è più legati “fisicamente” all’ufficio. Un esempio? Automatic, la compagnia dietro WordPress, è al 100% gestita in maniera remota.

    VECCHIA regola: Il lavoro è  dalle 9:00 alle 18:00

    NUOVA regola: il lavoro è 24/7

    L’avere la possibilità di poter svolgere il proprio lavoro a qualsiasi ora del giorno è una pratica sempre più diffusa. Essa comporta vantaggi e svantaggi. Da un lato è possibile portare a termine il lavoro in qualsiasi momento, da un altro però comporta l’essere “vulnerabile” a chiamate nel cuore della notte per una richiesta lavorativa. Secondo un sondaggio del 2013 dell’American Psychological Association, “Più della metà degli adulti occupati affermano di controllare i messaggi di lavoro almeno una volta al giorno durante il week-end.”

    VECCHIA regola: hai un posto di lavoro full time o part time

    NUOVA regola: non hai un posto di lavoro, passi da un progetto ad un altro

    L’anno scorso il mercato freelance Upwork ha stimato che ci sono 53 milioni di lavoratori freelance negli Stati Uniti, ed essi rappresentano il 34% della forza lavoro. Nessuna meraviglia che la domanda media da fare per informarsi sul lavoro non è più “Dove lavori?” ma “Su cosa stai lavorando?”.

    VECCHIA regola: la vita privata e la vita lavorativa sono due mondi separati

    NUOVA regola: il netto distinguo tra le due vite sta completamente sparendo

    La realtà del lavoro contemporanea comporta una confusione assoluta tra vita lavorativa e vita privata. Ci troviamo continuamente a voler stabilire un confine che viene sistematicamente superato. In questo momento storico gli aggiornamenti sui social media, una volta del tutto relativi alla propria vita privata, sono un vero e propio costante aggiornamento del proprio CV.

    VECCHIA regola: Si lavora per mantenere te e la tua famiglia

    NUOVA regola: Si lavora perché “ami quello che fai”

    Non bisogna mai dire che hai “solo bisogno di un posto di lavoro”, ma perché “fai ciò che ami” ha scritto Miya Tokemitsu in un articolo ampiamente discusso. Questa corrente di pensiero è condivisa da molti datori di lavoro che cercano di “sfruttare” o andare nella direzione di questa “passione” dei lavoratori sono in costante aumento. Sono infatti sempre più frequenti all’interno dei contesti lavorativi i famosi “ritiri di lavoro”, dei weekend messi a disposizione dalle aziende per creare e diffondere una certa cultura organizzativa di appartenenza al proprio luogo di lavoro.

    Questo è quello che finora ricerche e sondaggi hanno notato essere cambiato nel mondo del lavoro, specialmente nel mondo del lavoro della comunicazione e branding. E voi che ne pensate?

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